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Il ministero delle Comunicazioni, attraverso norme di carattere tecnico, ha stabilito le caratteristiche che debbono possedere le apparecchiature omologate in Italia.  

Si tratta di un'insieme di parametri che riguardano la potenza dei trasmettitori, la classe di emissione in relazione alla banda di frequenza impegnata, range entro il quale tali apparati debbono garantire un corretto funzionamento, spaziatura della canalizzazione ecc, a cui va aggiunta l'applicazione di Leggi internazionali,  alle quali anche il nostro Paese, tende a conformarsi. 

Tutto ciò, garantisce un elevato livello di qualità, affidabilità delle apparecchiature che lo ricordo, essendo civili e non di tipo amatoriale, debbono funzionare soprattutto in condizioni estreme. 

Polvere, umidità, sbalzo repentino della temperatura, onde stazionarie, sono elementi che nelle apparecchiature amatoriali, potrebbero creare mal funzionamenti, falsi contatti ecc. mentre l'Azienda che trasporta ad esempio materiale da costruzione, non può permettersi l'interruzione del collegamento coi propri mezzi per una banalità del genere.  

Essa deve garantirsi un elevato livello di performance dei suoi apparati radio. 

Particolare cura viene prestata inoltre, nella taratura, per mantenere un livello più possibile basso dei disturbi ricevuti ed emessi.  

Più severi sono i requisiti per omologare gli apparati radio alle norme mil, ossia militari, anche se in realtà, come noto, la maggioranza di essi, non dispone di frequenze radioamatoriali, pertanto il loro "riciclo" è più complesso.  

Il Piano di assegnazione delle frequenze, ripartisce lo spettro, individua i canali, la loro spaziatura,  per ogni tipologia di utilizzo e detta le caratteristiche tecniche generali a cui dovranno conformarsi le Aziende che richiedono l'uso di una frequenza. 

La Legge stabilisce la durata dell'omologazione delle apparecchiature, al termine della quale, salvo proroghe, emanate dal Governo attraverso Decreto, le Aziende, dovranno procedere alla loro sostituzione.

In questi anni, anche a causa di importanti innovazioni tecnologiche, sono stati effettuati, alcune sostituzioni di apparati per fine omologazione; di conseguenza, il mercato del surplus ha registrato la presenza di diverse marche e modelli di apparecchiature radio, 150/175 mhz, 430/470 mhz, anche piuttosto datate.

Per un breve periodo è stato anche possibile trovare dei radiotelefoni a 460 mhz, utilissimi per realizzare, con opportune modifiche, veri e propri ponti radio, ma qualche accaparratore, li ha fatti sparire immediatamente dal mercato ed ora, non se ne vedono più. 

Faccio presente, per completezza d'informazione, che i ricetrasmettitori  non più omologati, quindi dismessi, non possono più essere utilizzati da altre Aziende, ma solo da radioamatori capaci di ritararli, anche se qualche volta, ciò non è sempre possibile, soprattutto se parliamo di vecchi apparati civili, quarzati.    

I cristalli, il cui costo è molto alto, debbono essere ricalcolati per scendere sulle frequenze radioamatoriali, dopodichè, è necessario ritarare completamente la sezione ricevente, attraverso un frequenzimetro professionale ed un generatore di segnale, quindi, quella trasmittente con l'analizzatore di spettro, procedere al controllo della modulazione e deviazione, per ottenere risultati accettabili; un lavoro che non garantisce sempre il risultato sperato.

Diverso è il discorso per quanto riguarda quelli a sintesi.

Essi debbono essere rimessi in frequenza, attraverso il ritocco del VCO, ma è più facile ritararli.

Ottimi per i radioamatori, sono anche quelli civili programmabili da software degli anni 80'..

Anche se si tratta di trasmettitori non più omologati, essi sono sufficientemente avanzati da offrire ai radioamatori, diverse soluzioni di programmazione. 

E' possibile scegliere le frequenze da immettere, il numero dei canali, i sub toni ecc; ma la cosa che li rende molto "interessanti" però, è che per spostarli da 170 a 144 mhz, spesso non è necessario effettuare alcuna taratura del VCO, ma solo qualche opportuno sapiente ritocco.  

Infine ricordo ai non addetti ai lavori che è vietato dalla Legge, utilizzare apparecchiature ricetrasmittenti senza la prevista autorizzazione; ciò vale indipendentemente dalla frequenza in cui si trasmetta, pertanto, sconsiglio di acquistarli per utilizzarli in battute di caccia, di pesca o altro, poichè la Guardia Forestale e le Capitanerie di Porto, unitamente alla Polizia postale, presidiano le frequenze per prevenire disturbi e controllare il corretto svolgimento delle comunicazioni.

 

 


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