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Ricorderai che in altre pagine di questo sito, ho già scritto che la 27 Mhz, è stata per molti aspiranti radioamatori, una vera e propria palestra dove fare esperienza col Codice Q,   

e con le apparecchiature radio, prima del    

"grande salto".

Ricordo che Nel 1968, quando ho iniziato io, il modo di parlare in radio e l'uso del Codice Q, erano molto simili a quelli utilizzati dai radioamatori, dopodichè, tutto è cambiato , inesorabilmente.  

Le mutazioni, avvengono attraverso le persone che si spostano da una parte all'altra del Paese e grazie alla propagazione che favorisce i contatti fra zone diverse altrimenti irraggiungibili.  

D’estate essa consente lo svolgimento di collegamenti fra il nord e il sud d'Italia, di conseguenza, i modi di dire, passano di regione in regione in un batter d'occhio.  

Ti ricordo che negli anni 70, i cellulari, i pannelli luminosi informativi, non esistevano, pertanto i camionisti avevano un diverso interesse per la radio, rispetto agli altri cb.   

Essi usano  prevalentemente il canale 5, per segnalarsi la presenza di traffico, incidenti ed aiutare gli altri cb in difficoltà lungo le strade.  

I camionisti, poi chiamati in gergo "cammionari", contribuiscono, anche se a modo loro, a diffondere la cb,  come strumento per aumentare la sicurezza nelle strade.

Ecco un piccolo esempio di "codice":  

Come potrai leggere, alcune parti del Codice Q, sono troncate di una o due lettere; esempio:

qrx diventa (x)   

"faccio qrx cambia in (faccio x). 

"amicone" che indica un caro amico di radio, modificato in "amicaccio" senza assumerne il carattere dispregiativo;

"ok", diventa prima k", infine "capa";

"Roger" dall'abbreviazione telegrafica (r) che indica l'avvenuto ricevimento di un messaggio, diventa "Rogerino" per un piccolo messaggio, poi "Rogero", "rògge";;

Nascono espressioni come:

"capa roge", "capa rocce", "capa ròggero";

"capa ròggero al cento amicaccio",  

"capa ròggero al cento dai!"; 

Positivo: che indica l'avvenuto ricevimento di un messaggio, diventa:    

"possitivo" poi "positorio";

negativo; 

indica la mancata ricezione di un messaggio, diventa "negatorio";   

"ti cordializzo" indica l'invio di cordialità, saluti ecc. 

Come puoi notare, il verbo è proprio inventato.  

il canale, diventa (canile). 

In quel periodo, nasce la brutta abitudine di intervallare, ad ogni tre parole,   

l'espressione "dai!"     

Ola, che in spagnolo vuol dire pronto, viene usato per provare i microfoni, mentre l'eco e il beep, nati nello stesso periodo per fare casino in frequenza, imperversano su tutti i canali;   

allora tutti a dire:

"ola come pompa!";    

"ola ola, come pompa sta carriola!". seguito da un bel "dai"   

 (che non si nega mai)!

Immagina quanto dovesse essere bella ed "istruttiva",  una conversazione di questo tipo:   

"ola ola" "come pompa sta carriola";    

"attento attento amicaccio sul canile, dammi un rògge se mi copi capa?" 

E capa dai, ròggero "Buon giorno amicaccio bombardato" dai;  

"ti cordializzo dai" "dimmi se mi ausculti?  

"capa"; "e capa", "capa ròggero dai", "ti copio al cento dai"  qui c'è colonna;   

e" possitivo", "e possitorio" dai!; qui c'è un incidente;    

"capa", "capa ròggero al cento" dai!" 

la conversazione continua sulla falsa riga di ciò che ho scritto. 

Attualmente, a causa del progressivo ed inesorabile disinteresse del Ministero delle Comunicazioni verso i radioamatori, il loro linguaggio, non è più quello di una volta; i discorsi tecnici, sono sempre più rari.   

Le espressioni che riporto, fanno parte esclusivamente del gergo cb;   

esse non possono e non devono essere usate nelle  frequenze radioamatoriali.  

Se sei intenzionato quindi, a diventare radioamatore, sappi in anticipo che certe "espressioni", dovrai abbandonarle per lasciare il posto ad un modo di interloquire più professionale.  

Mi permetto di consigliarti molto ascolto e quando avrai preso il nominativo, inizia a parlare normalmente, senza paura, perchè prima o poi, il Codice Q e i termini tecnici più appropriati, ti verranno fuori da soli con l'esperienza e la pazienza.  

 

 


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