I0TVL
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L'editoriale riflette il punto di vista del gestore di questo spazio. |
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Il primo
Editoriale dell'anno 2009, è dedicato agli effetti creati dalla mancanza di coordinamento
fra le Associazioni dei radioamatori, con particolare riferimento agli
obiettivi non conseguiti, ivi compreso l’annoso problema della condivisione
delle frequenze. Qualche
giorno fa, la Direzione Generale Pianificazione e Gestione Spettro Radioelettrico
rispondendo all’istanza tesa ad ottenere il rinnovo dell’autorizzazione
all’uso dei 70 MHz, presentata dall’Associazione Radioamatoriale Polo
Positivo per l’anno 2009, inviava alla richiedente il seguente fax di
diniego: Oggetto: Richiesta di rinnovo
dell'autorizzazione per sperimentazione da parte del radioamatori nella banda
dei 70 MHz. In
riferimento alla richiesta di codesta Associazione radioamatoriale per il
rinnovo dell´autorizzazione scaduta il 31.12.08, per continuare la sperimentazione
nella banda di frequenze 70 MHz, si comunica che il Ministero della Difesa,
gestore ed utilizzatore della banda di frequenza in questione (D.M. 13
novembre 2008), ha espresso parere negativo. Pertanto non è possibile
rinnovare l' autorizzazione richiesta. Il Direttore
Generale Ing.
Francesco Troisi Ministero
Sviluppo Economico Comunicazioni registro
ufficiale Prot. n.
0010194 o 05l821Z009 o USCITA MINCOM
DOCl0'12034QIlO Giovedì 12 febbraio
2009 invece, leggo sul sito del cisar, che ci troveremmo dinanzi ad una
"GRAVE PROBLEMATICA" per quanto attiene ai RIPETITORI ITALIANI IN
GAMMA 430 MHz, secondo quanto segnalerebbe un loro manutentore. Il sito www.cisar.it,
riferisce che sarebbe stata effettuata "una recente
attivazione" sulle frequenze 430 MHz, di un impianto facente parte di
una rete composta da "centinaia di ripetitori", che costituirebbero
"un progetto del Ministero della Difesa, partito da pochi giorni”. Senza
entrare nel merito dell'utilizzo, lo stesso sito ricorda che, ad oggi, vi
sarebbero circa 600 ripetitori radioamatoriali presenti in quella gamma, a
statuto secondario. Al riguardo,
il suo presidente Giuseppe Misuri dice: “La nostra
associazione, ha già contattato il direttore del Ministero dello Sviluppo
Economico Comunicazioni Pianificazione , ing.Troisi chiedendo “una riunione
urgente per affrontare questa situazione e sensibilizzare il Ministero della
Difesa”, su una problematica che, seppur legittima dal punto di vista
dell'utilizzatore primario, potrebbe comunque essere risolta positivamente. Infine,
sullo stesso argomento, Luca Ferrara, dalle pagine del suo sito, si lamenta
del fatto che già in passato, “quella stessa firma del ministero”,
aveva risposto nel medesimo modo, forse “usando le medesime parole”; proprio per
questo, aggiunge, "chi si
è adoperato per gli anni 2007 e 2008", cioè lui e
compagni, “avevano
portato a termine una serie di incontri formali ed informali con la Difesa,
prima di andare a fare una richiesta alle comunicazioni, con l'intento di
seguire passo passo l'iter della domanda e portarlo in porto”. Perché
costringere il povero iter, ad andare in porto con Luca Ferrara? Non sarebbe
stato meglio, farlo seguire dalle Associazioni in forma congiunta e magari
"portarlo in porto", come dice lui, tutti insieme? No! Vero? Troppa
grazia! “A
nulla", aggiunge il
Ferrara, "è
valso l'appello apparso sul sito www.space.it/70mhz, nel quale si discute
sulla necessità di adoperarsi con sapienza per il 2009; "adoperarsi",dice
l'articolista, “vuol dire
darsi da fare, con diplomazia e tatto, non scrivere due righe di richiesta di
rinnovo e sperare nella botta di fortuna”! Dopo la saggezza,
ecco le lamentele: “Ognuno ha
fatto in proprio” dice
sconsolato ik0yyy. Mi duole
rammentare a chi legge, ed all'estensore dell'articolo, che fu proprio lui, e
non altri, ad agire “in proprio”; ed ora accusa gli altri di una cosa che
invece ha fatto lui. Roba da
matti!Si aspettava di essere ricontattato, perché, secondo la sua opinione,
si sarebbe “ben mosso in passato”, magari per “un consiglio”, “una
parola di aiuto”. Non conoscevo questo aspetto fra il mistico ed il
paternalista;Patetico! Dopo la
pietas cristiana, c’è la collera, verso chi, seguendo le sue stesse orme, “ha
preferito far da solo”, forse credendo di essere più bravo del capo, ed
ecco il risultato! Da queste parole e dall'atteggiamento, è facile evincere
l'alto concetto che abbia di se, l'ispiratore dell'articolo; nota la
semplicità con cui passa dalla pietas, alla collera, dal vittimismo, alla
voglia di scomunicare; l'atteggiamento
è tipico di colui che si sente assediato. “siamo in
salita contro tutto e tutti”, dice, "perchè
di fronte alla necessità di fare fronte comune, le associazioni continuano a
spezzettarsi e ad andare avanti di testa propria, solo con la speranza di
vedersi accettata una richiesta e poi farsene bella figura di fronte agli
altri”. Certo che per fare certe affermazioni, ci vuole uno con
la faccia come la sua!Non aggiungo altro! Se c’è una persona che da sempre ha fatto a modo suo,
infischiandosene di tutto e di tutti, questo è il signor Ferrara; lo stesso che oggi pontifica, santifica, scomunica inveisce
contro i suoi ex compagni di cordata; ma di che stiamo parlando? Per favore, almeno la decenza di tacere, dopo i
disastri che ha fatto, la dovrebbe trovare! E’ vero che la gente ha la memoria corta, ma, fino ad
un certo punto! Qualche volta succede pure che qualcuno si risveglia
dal torpore e si ricorda, ed allora, è l'inizio della fine. E' buffo che dopo i problemi causati dalle sue scelte
infauste nei confronti dei radioamatori, quali l'estensione delle
autorizzazioni all'installazione di ripetitori ai privati, causa principale
dell'attuale casino in aria, egli conservi intatta la sfrontatezza per
dire: “amici delle Associazioni”, “Ci vuole più sale
in zucca”. Che vergogna! Parla proprio lui di sale in
zucca!;quando al Ministero, fece accettare quella schifezza giuridica sui
ripetitori, e tutte le altre porcate contenute nell'Allegato 26, dove ce
l'aveva il sale? continua: "l'
associazione CISAR negli anni 90, ha dimostrato di saperci fare ed ha
ottenuto quello che ha ottenuto da sola, in totale mancanza di attività
dell'altra associazione importante in Italia, l'ARI, ma adesso le cose sono
cambiate: bisogna pensare tutti allo stesso modo e, tutti insieme, camminare
per il bene comune”. Quale sia il bene comune di questo signore, lo debbo
ancora capire; tuttavia ne conosco i danni provocati dalla sua
permanenza nell'ambiente dei radioamatori, e ciò mi basta e mi avanza per
giudicarlo. Quanto alla sua mancanza di rispetto nei confronti
delle altre Associazioni, la dice lunga sulle sue mal celate intenzioni di
assoggettare tutti al suo pensiero; tutto questo, non mi piace affatto; non lo voglio e lo restituisco al mittente. Il giorno in cui imparerà ad avere rispetto per gli
altri, ne potremo riparlare; per il momento, "stai bene così". Quanto agli anni 90, periodo di lotte solitarie,
pagherei oro per fare due chiacchiere con coloro che, grazie a Dio, dopo
tanti anni di sacrifici, sono riusciti a defenestrarlo. La realtà è che proprio negli anni 90, il Cisar,
dell’Imperator Ferrara I, correva da solo, non perché le altre Associazioni
non ci fossero, ma a causa del suo atteggiamento pseudo saccente, dispotico,
e della mania di protagonismo che l'hanno sempre posseduto;siccome il saggio
dice: “chi nasce
rotondo, non muore quadrato"! Io non mi fido.Come fidarsi di una persona che ritiene
persino “inutile andare alle riunioni”, come dice lui, "in mille
rappresentanti”? Semplice: non ci si fida e basta! Probabilmente, non conosce ancora, il significato della
parola Democrazia; non è mai troppo tardi per impararlo! “chi la vuole rossa, chi la vuole grigia, chi la vuole
verde. stiamo parlando delle stesse cose”, dice al
termine del suo discorso. Non credo! Quando c'è gente che disprezza il pensiero altrui, non si
può parlare mai delle stesse cose. L’articolo
continua con le esortazioni: “Mettetevi
d'accordo, amici miei, altrimenti passeranno altri cento anni e i
radioamatori italiani saranno sempre all'ultimo posto in Europa, quanto a
certezza del diritto, frequenze assegnate e a tutto il resto”. Certo che se le frequenze, continueranno ad essere in
condivisione, come quelle “conquistate” dal nostro bacchettatore -
consigliere - vittimista - ammonitore, staremo freschi!Ed ora, passiamo agli
ammonimenti; attenti alla scomunica! “smettete di
dubitare continuamente degli altri, smettete di diffidare, smettete di
pensare di essere migliori degli altri; almeno fatelo per il bene della
vostra associazione e dei vostri soci, che, quando pagano la quota sociale,
vogliono tutti, indistintamente, fare il radioamatore ed essere ben
rappresentati, non sposarsi un presidente o un consiglio direttivo” A
parte il fatto che predica bene e razzola male, egli è stato Presidente del
Cisar per moltissimi anni, e da quanto mi risulta, non aveva alcuna
intenzione di mollare la poltrona, tant'è che alla fine è stato mandato via,
altrimenti quelli del Cisar, con tutto il rispetto per loro, se lo sarebbero
sorbito per un'altra decina d'anni. Certo, tutto si fa con spirito di servizio, ci mancherebbe
altro! Vero Luca? Allora, caro signor Ferrara, mi permetto di darti del
tu, utilizzando il modus operandi dei radioamatori, non per mancarti di
rispetto: facci un favore: continua a fare il radioamatore, ma ritirati a vita
privata, poiché noi non abbiamo alcun bisogno di essere rappresentati da
gente come te, che vorrebbe dirci ciò che dobbiamo fare, se lo possiamo fare
e quando lo possiamo fare; quanto detto, è per il bene della collettività
s'intende! Hai un ottimo lavoro, relazioni sociali eccellenti, una
stazione radio da fare invidia a molti, e allora per quale motivo devi
continuare a tartassare questi poveri radioamatori? Lasciaci in pace nella nostra mediocrità! Cresceremo, ma abbiamo i nostri tempi, mentre tu che
puoi, elevati, continua a frequentare i tuoi simili, ma dimenticati di noi,
se puoi! Probabilmente, non sapremo mai, quale sarà la risposta
del nostro articolista, in ogni caso, per comprendere meglio la verità dei
fatti, la dinamica ed il significato di entrambe le notizie e dei relativi
commenti, debbo necessariamente ricorrere alla dietrologia, altrimenti, non
ci capirai nulla o quasi. Premesso che l'ambiente dei radioamatori è, come
hai potuto leggere, un pò lo specchio della nostra società, costituita da
esseri pseudo zelanti, gente che si sente invulnerabile, solo perchè
momentaneamente in sella ad un "cavallo" ritenuto vincente,
"furbetti del quartierino", che, prima firmano una cosa, poi ne
fanno un altra, "pennivendoli"
da quattro baiocchi, sempre pronti a salire sulle ginocchia di colui che
sembra essere il vincitore della partita. Ognuno di
loro, cerca di guadagnarsi lo “share” della serata, mostrandosi “risoluto e
vincente" dinanzi agli occhi del popolino ignaro, cercando di
legittimare il proprio operato, spacciando per successi, una visione
miope, inconcludente e provinciale delle cose. Coloro che
hanno richiesto a titolo personale i 70 MHz, sapevano in anticipo che, in
Italia, solo una trentina di radioamatori sarebbero stati capaci di
costruire un apparato, e che il mercato non avrebbe potuto disporre che di
alcuni modelli di apparato con quella frequenza; perchè
richiederli? Ho il
sospetto che qualcuno aveva in garage una partita di apparati dismessi dai
"vigili del fuoco”, da riciclare per la "protezione civile" su
banda amatoriale. Chi ha
contrabbandato, come successo personale, la concessione della parte alta dei
7 MHz (40 metri), sapeva in anticipo che nessun governo nazionale avrebbe
d'autorità spento le broadcasting; non ha certo
reso un buon servigio ai radioamatori; perchè l'ha
fatto? Chi ha
consentito l'ingresso degli L.P.D. sulle frequenze dei radioamatori, salvo
poi lamentarsi dei disturbi in tutta Italia provocati da questi sistemi; perchè l'ha
fatto? Per quale
motivo, personaggi, del calibro di Alessio Ortona e compagni dell'epoca, si
sono scomodati per ottenere lo spostamento dei ripetitori, da un segmento in
primaria a 435 MHz, ad uno in secondaria, l'attuale 430 MHz? Costoro,
naturalmente, sapevano in anticipo che detta frequenza era condivisa
con il Ministero della Difesa, quindi di difficile gestione; perchè
l'hanno fatto? Lo stesso
Alessio Ortona, dalle pagine del sito ARI di Reggio Emilia, ci offre la sua
visione dei fatti: "Riunione presso il Ministero delle Comunicazioni
del 29 Marzo 2001 Gli utilizzatori dei ponti ripetitori in banda
430 Mhz lamentano da tempo che l'uso da parte di privati di apparecchiature
per collegamenti a breve distanza e di telecomandi, crea notevoli
interferenze e produce disfunzioni tali da ostacolare il normale traffico sui
ponti stessi". Come mai, anche l'ARI, non ha mai esercitato la
sua influenza per evitare l'ingresso sui 433, MHz degli L.PD. salvo poi
lamentarsene? Il signor
Ortona continua dicendo che: "La possibilità
di risolvere tale problema si è recentemente presentata con l'allargamento
della banda a noi concessa, per cui l'ulteriore assegnazione delle frequenze
da 430 a 431 MHz., ci ha consentito di richiedere il trasferimento dei ponti
ripetitori in questo nuovo segmento di banda". Come puoi leggere, egli spaccia per successo un
insuccesso conclamato. Le bande di cui sopra, sono appunto a statuto
secondario ed oggi, a distanza di pochi anni, il Ministero della Difesa
intende utilizzare quelle frequenze; come puoi dargli torto? Dal punto di vista giuridico, hanno ragioni da vendere; al contrario, noi, siamo stati ,come ho già detto,
miopi, inconcludenti e provinciali. Avremmo potuto ottenere un'estensione di banda,
probabilmente inferiore, ma a statuto primario e nessun altro servizio; chi
si sarebbe sognato di cacciarci via. Tra l'altro, continua
"l'astuto" Ortona, "ottenendo
l'autorizzazione a tale spostamento, riusciremmo anche ad ottenere il
risultato di superare il veto da sempre posto dal Ministero, relativo al
rilascio di autorizzazioni di uscita di ponti su frequenze assegnate a
statuto secondario, instaurando così un criterio che ovviamente sarà valido
anche per le altre bande". Neanche per
sogno;questo concetto di "forzare le regole" per creare il
precedente, è naufragato miseramente come la credibilità dell'ARI. Le
frequenze di ingresso e di uscita da noi richieste, dice Ortona nel suo
articolo ripreso dal sito emiliano, "risultano
essere attualmente utilizzate da Francia, Olanda e Belgio, e sono le uniche
per noi possibili, nel rispetto del bandplan subregionale della IARU, in
considerazione della banda a noi assegnata in Italia dal Piano Nazionale di
Ripartizione delle Frequenze". Sinceramente
non ho ancora capito cosa sia il band plan iaru, in quanto, l'ari, in molte
occasioni, lo nomina, salvo disattenderlo qualche minuto dopo.La verità, è
che lo iaru non è mai stato riconosciuto dallo Stato Italiano, di conseguenza
non siamo tenuti a conformarci a qualcosa che non esiste.Piuttosto gli amici
dell'ARI, imparino a rispettare quello che firmano! L'articolo
continua dicendo che: "Al
fine di formalizzare e concordare con la Pubblica Amministrazione la precisa
allocazione e le modalità dello spostamento dei ponti, era stato da noi
richiesto al Ministero delle Comunicazioni un incontro, che il Ministero
aveva fissato per il 6 novembre 2000, invitando anche rappresentanti di altre
associazioni, al fine di ottenere una decisione concordata con il maggior
numero di interessati. A quella
riunione aveva potuto partecipare, in rappresentanza dell'ARI, solo I0AMU,
Alfonso Porretta, in quanto, l'avvenuta cancellazione di tutti i voli per
Roma a causa delle avverse condizioni meteorologiche, mi aveva precluso la
possibilità di partecipare. In quella
occasione, non venne comunque raggiunto alcun accordo in quanto il
rappresentante del CISAR, pur richiedendo l'utilizzo delle stesse frequenze
indicate nella memoria da noi presentata, aveva proposto l'impiego di uno shift
rovesciato, rispetto a quello da noi richiesto. Visto
l'infelice esito della riunione, abbiamo sollecitato un ulteriore incontro
che è avvenuto pochi giorni or sono, e cioè il 29 marzo, sempre con la
partecipazione dei rappresentanti di quelle stesse associazioni.. Non è stato
facile raggiungere un accordo, per l'ostinazione del rappresentante del
Cisar, il quale, riaffermando in quella sede il proprio convincimento che per
l'installazione di ponti non è necessaria alcuna autorizzazione, in ciò
smentito dai funzionari, ha confermato di aver già operato da tempo lo
spostamento ad inizio banda, secondo decisioni assunte in maniera autonoma
allo scopo di "sperimentare", ovviamente senza alcuna preventiva
autorizzazione". Anche il signor Ortona conferma che il CISAR, a quei
tempi, capitanato dal signor Ferrara, operava più che per cambiare le regole,
al di fuori di esse. In questa fase di "sperimentazione", continua
l'articolo, come affermato IK0YYY del Cisar, si è constatato che, allocando
gli ingressi dei ponti sulle frequenze indicate dall'ARI, si rilevavano
interferenze ben superiori a quelle lamentate, per cui lo stesso
rappresentante "era contrario" alla soluzione prospettata. Ha anche precisato che gli risultava che di recente i
ponti del sud della Francia e della Corsica avevano invertito lo shift, per
cui aderendo alla sua proposta non si sarebbe potuto verificare alcun
inconveniente nelle zone interessate dai ripetitori francesi e corsi,
contrariamente a quanto segnalato. L'impressione riportata da Ortona, è stata che: "l'ostinazione
nel sostenere le sue decisioni, fosse determinata non da fondate motivazioni,
ma dalla necessità di difendere quanto già realizzato". Non è la prima volta nella storia del CISAR, che prima
si opera, poi si sana l'abuso; un po' come succede con le case abusive; prima si costruiscono, poi si condonano; poi Luca Ferrara ci fa pure la morale sulla
"certezza del Diritto", ma mi faccia il piacere! Alla fine,
conclude l'articolista, "dopo
un lungo dibattito, la nostra richiesta è stata accolta ed ora il Ministero
dovrà formalizzare attraverso una circolare quanto concordato, ossia la nuova
allocazione dei ponti che sarà: Ingresso ripetitori da 431.625 MHz a 431.975
MHz, Uscita da 430.025 MHz a 430.375 MHz . In tal modo saranno disponibili 15
canali, in nove dei quali saranno trasferiti nello stesso ordine i ponti
attualmente esistenti, almeno per quanto si riferisce a quelli ARI, mentre i
rimanenti 6 saranno disponibili per ulteriori autorizzazioni, anche con shift
diverso da 1,6 MHz. Nella medesima circolare verrà indicato che, anche nella
banda 1200 MHz, sarà consentita l'installazione di ponti ripetitori, sempre
nel rispetto del band plan IARU Regione 1, ribadendo così il concetto della
possibilità di installazione di stazioni automatiche anche in bande a statuto
secondario. Per quanto riguarda le frequenze superiori, ogni decisione è
stata differita, non avendo, il rappresentante del Ministero presente,
ricevuto disposizioni in materia dalla propria Direzione Generale. Lo
spostamento dei ponti potrà avvenire, come da nostra richiesta, nell'arco di
tempo di 180 giorni, a partire dalla data e con le modalità che saranno
comunicate non appena il Ministero avrà formalizzato le decisioni sopra
indicate". Alessio
Ortona, I1BYH Ed ora, ecco
la famosa Determina di cui hai tanto sentito parlare: Variazione
delle bande UHF dei ponti ripetitori radioamatoriali IL DIRETTORE
GENERALE Visto il Decreto del Presidente della repubblica 29 marzo 1973, n.
156. Allo scopo di
corrispondere alle esigenze dei radioamatori e nell'interesse dello sviluppo
del radiantismo; Tenuto conto
delle risultanze emerse nel corso dei vari incontri avuti con le associazioni
radioamatoriali più rappresentative nonché delle indicazioni fornite dalle
stesse nella riunione del 29.03.2001 in merito all'utilizzo delle frequenze
dei ponti ripetitori; Preso atto
dell'avviso della Direzione generale per la Pianificazione e la Gestione
delle Frequenze; Determina I ponti ripetitori,
che in atto operano nei nove canali contenuti nella banda di frequenza 433,6
- 433,8 / 435,2 - 435,4 Mhz devono impiegare i corrispondenti 9 canali
contenuti nella banda di frequenze 430-432 MHz, nello stesso ordine e secondo
lo schema indicato nella tabella 1 dell'allegato A. Fermo
restando la larghezza di banda dei canali radio di 25 kHz, con distanza di
duplice (shift) di 1600 kHz, è ammessa la canalizzazione a 12,5 kHz le cui
portanti cadono nel mezzo dei suddetti canali. Analogamente
ha quanto indicato nella linea precedente lo spostamento, avverrà nello
stesso ordine di canale. Il
trasferimento della vecchia alla nuova canalizzazione dovrà avvenire
lasciando inalterate le altre caratteristiche tecniche e deve essere concluso
entro il 31.03.2002; del trasferimento effettuato dovrà essere data
comunicazione, da parte dei soggetto interessati, ai coesistenti Ispettorati
Territoriali di questo Ministero, nonché alla Direzione Generale concessioni
e Autorizzazioni ed alla Direzione Generale Pianificazione e Gestione delle
Frequenze. Nei canali
da 10 a 15 indicati nella Tabella 2, dell'Allegato A, è ammessa la
sperimentazione di altre tecniche di trasmissione eventualmente anche con
shift diverso da 1600 kHz, accoppiando ad esempio l'entrata del canale m con
l'uscita del canale n, o in modo diverso. Le relative
domande, in regola con l'imposta di bollo, contenenti l'oggetto della
sperimentazione tecnica che si intende effettuare, devono essere prodotte
alla Direzione Generale Concessioni ed Autorizzazioni. L'Autorizzazione
ha una validità semestrale eventualmente rinnovabile. Il Direttore
Generale (D.ssa Laura
Aria) Come hai letto quindi, le Associazioni hanno
richiesto ed ottenuto lo spostamento da una frequenza primaria ad una
secondaria, per "forzare" la mano ed ottenere furbescamente l'uso
delle frequenze in secondaria, cosa che non è avvenuta, visto che ora il
Ministero della Difesa rivendica l'uso delle sue frequenze. Allora,
faccio un passo indietro e ti riporto alla domanda iniziale: perché hanno
fatto tutto sto casino? Risposta: Per farsi
belli! Nient'altro
che questo. Nel mare
magno delle stupidaggini, c’è pure chi afferma che ciò è stato un successo! Beato lui! Per me non
lo è, ed i fatti di questi giorni stanno li a dimostrarlo. La risposta
a queste domande la puoi trovare nelle parole del signor Ferrara, da me
commentate e sopra riportate, da quelle del signor Ortona che si accorge
persino del disturbo provocato dagli L.P.D. e dalla continua ricerca del
successo personale dei “leaders”, e nella voglia di protagonismo di costoro. In molte
occasioni, anche in questo sito, mi sono lamentato che le Associazioni hanno
sempre corso da sole, salvo rare eccezioni, evitando di concordare le azioni
da compiere congiuntamente; ecco i
risultati! L'unica
volta che esse son riuscite a mettersi d'accordo, hanno prodotto un documento
per “tappare” le falle prodotte dal vecchio Regolamento, anche se c'è stata
gente che ha firmato una cosa e ne ha fatta un altra; mi riferisco
all'allocazione dei D-Star; e allora
perchè sedersi ancora una volta con chi bara? Le
Associazioni in questi anni, avrebbero dovuto e potuto far tesoro degli
errori prodotti dal loro “protagonismo”, invece, niente da fare! L’ ARI
continua imperterrita a piazzare i suoi apparati D-Star e se ne frega di
tutto e di tutti; il Cisar,
attraverso il suo Presidente Giuseppe Misuri, chiede da solo l’incontro con
l’Ing. Troisi, per parlare di che? booh! Il signor
Ferrara, dalle pagine del suo sito, accusa, pontifica, scomunica, ma infondo
non vorrebbe altro che rientrare in pista da vincitore. E i
radioamatori per bene, cosa vorrebbero? Un
radiantismo onesto, dove si possa veramente "giocare" alla pari,
senza finanziamenti pubblici, o in apparati; dove viga
per tutti, il rispetto per le regole! Questo,
vogliono i radioamatori per bene; questo
voglio io! Chi ha buon
orecchio intenda! |
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