I0TVL


 

L'editoriale riflette il punto di vista del gestore di questo spazio.

 

 

 

Il primo Editoriale dell'anno 2009, è dedicato agli effetti creati dalla mancanza di coordinamento fra le Associazioni dei radioamatori, con particolare riferimento agli obiettivi non conseguiti, ivi compreso l’annoso problema della condivisione delle frequenze.

 

Qualche giorno fa, la Direzione Generale Pianificazione e Gestione Spettro Radioelettrico rispondendo all’istanza tesa ad ottenere il rinnovo dell’autorizzazione all’uso dei 70 MHz, presentata dall’Associazione Radioamatoriale Polo Positivo per l’anno 2009, inviava alla richiedente il seguente fax di diniego:

 

 

Oggetto: Richiesta di rinnovo dell'autorizzazione per sperimentazione da parte del radioamatori nella banda dei 70 MHz.

In riferimento alla richiesta di codesta Associazione radioamatoriale per il rinnovo dell´autorizzazione scaduta il 31.12.08, per continuare la sperimentazione nella banda di frequenze 70 MHz, si comunica che il Ministero della Difesa, gestore ed utilizzatore della banda di frequenza in questione (D.M. 13 novembre 2008), ha espresso parere negativo. Pertanto non è possibile rinnovare l' autorizzazione richiesta.

Il Direttore Generale 

Ing. Francesco Troisi

Ministero Sviluppo Economico Comunicazioni

registro ufficiale

Prot. n. 0010194 o 05l821Z009 o USCITA

MINCOM DOCl0'12034QIlO

 

 

Giovedì 12 febbraio 2009 invece, leggo sul sito del cisar, che ci troveremmo dinanzi ad una "GRAVE PROBLEMATICA" per quanto attiene ai RIPETITORI ITALIANI IN GAMMA 430 MHz, secondo quanto segnalerebbe un loro manutentore.

Il sito www.cisar.it, riferisce che sarebbe stata effettuata "una recente  attivazione" sulle frequenze 430 MHz, di un impianto facente parte di una rete composta da "centinaia di ripetitori", che costituirebbero "un progetto del Ministero della Difesa, partito da pochi giorni”.

 

Senza entrare nel merito dell'utilizzo, lo stesso sito ricorda che, ad oggi, vi sarebbero circa 600 ripetitori radioamatoriali presenti in quella gamma, a statuto secondario.

Al riguardo, il suo presidente Giuseppe Misuri dice:

“La nostra associazione, ha già contattato il direttore del Ministero dello Sviluppo Economico Comunicazioni Pianificazione , ing.Troisi chiedendo “una riunione urgente per affrontare questa situazione e sensibilizzare il Ministero della Difesa”, su una problematica che, seppur legittima dal punto di vista dell'utilizzatore primario, potrebbe comunque essere risolta positivamente.

Infine, sullo stesso argomento, Luca Ferrara, dalle pagine del suo sito, si lamenta del fatto che già in passato, “quella stessa firma del ministero”, aveva risposto nel medesimo modo, forse “usando le medesime parole”;

proprio per questo, aggiunge,

"chi si è adoperato per gli anni 2007 e 2008",

cioè lui e compagni,

“avevano portato a termine una serie di incontri formali ed informali con la Difesa, prima di andare a fare una richiesta alle comunicazioni, con l'intento di seguire passo passo l'iter della domanda e portarlo in porto”.

Perché costringere il povero iter, ad andare in porto con Luca Ferrara?

Non sarebbe stato meglio, farlo seguire dalle Associazioni in forma congiunta e magari "portarlo in porto", come dice lui, tutti insieme?

No! Vero?

Troppa grazia!

“A nulla",

aggiunge il Ferrara,

"è valso l'appello apparso sul sito www.space.it/70mhz, nel quale si discute sulla necessità di adoperarsi con sapienza per il 2009;

"adoperarsi",dice l'articolista,

“vuol dire darsi da fare, con diplomazia e tatto, non scrivere due righe di richiesta di rinnovo e sperare nella botta di fortuna”!

Dopo la saggezza, ecco le lamentele: 

“Ognuno ha fatto in proprio”

dice sconsolato ik0yyy.

Mi duole rammentare a chi legge, ed all'estensore dell'articolo, che fu proprio lui, e non altri, ad agire “in proprio”; ed ora accusa gli altri di una cosa che invece ha fatto lui.

Roba da matti!Si aspettava di essere ricontattato, perché, secondo la sua opinione, si sarebbe “ben mosso in passato”, magari per “un consiglio”, “una parola di aiuto”. Non conoscevo questo aspetto fra il mistico ed il paternalista;Patetico!

Dopo la pietas cristiana, c’è la collera, verso chi, seguendo le sue stesse orme, “ha preferito far da solo”, forse credendo di essere più bravo del capo, ed ecco il risultato! Da queste parole e dall'atteggiamento, è facile evincere l'alto concetto che abbia di se, l'ispiratore dell'articolo; nota la semplicità con cui passa dalla pietas, alla collera, dal vittimismo, alla voglia di scomunicare;

l'atteggiamento è tipico di colui che si sente assediato.

 

“siamo in salita contro tutto e tutti”,

dice,

"perchè di fronte alla necessità di fare fronte comune, le associazioni continuano a spezzettarsi e ad andare avanti di testa propria, solo con la speranza di vedersi accettata una richiesta e poi farsene bella figura di fronte agli altri”.

 

Certo che per fare certe affermazioni, ci vuole uno con la faccia come la sua!Non aggiungo altro!

Se c’è una persona che da sempre ha fatto a modo suo, infischiandosene di tutto e di tutti, questo è il signor Ferrara;

lo stesso che oggi pontifica, santifica, scomunica inveisce contro i suoi ex compagni di cordata;

ma di che stiamo parlando?

Per favore, almeno la decenza di tacere, dopo i disastri che ha fatto, la dovrebbe trovare!

E’ vero che la gente ha la memoria corta, ma, fino ad un certo punto!

Qualche volta succede pure che qualcuno si risveglia dal torpore e si ricorda, ed allora, è l'inizio della fine.

E' buffo che dopo i problemi causati dalle sue scelte infauste nei confronti dei radioamatori, quali l'estensione delle autorizzazioni all'installazione di ripetitori ai privati, causa principale dell'attuale casino in aria, egli conservi intatta la sfrontatezza per dire: 

“amici delle Associazioni”, “Ci vuole più sale in zucca”.

Che vergogna! Parla proprio lui di sale in zucca!;quando al Ministero, fece accettare quella schifezza giuridica sui ripetitori, e tutte le altre porcate contenute nell'Allegato 26, dove ce l'aveva il sale? 

continua:

"l' associazione CISAR negli anni 90, ha dimostrato di saperci fare ed ha ottenuto quello che ha ottenuto da sola, in totale mancanza di attività dell'altra associazione importante in Italia, l'ARI, ma adesso le cose sono cambiate: bisogna pensare tutti allo stesso modo e, tutti insieme, camminare per il bene comune”.

Quale sia il bene comune di questo signore, lo debbo ancora capire;

tuttavia ne conosco i danni provocati dalla sua permanenza nell'ambiente dei radioamatori, e ciò mi basta e mi avanza per giudicarlo.

Quanto alla sua mancanza di rispetto nei confronti delle altre Associazioni, la dice lunga sulle sue mal celate intenzioni di assoggettare tutti al suo pensiero;

tutto questo, non mi piace affatto;

non lo voglio e lo restituisco al mittente.

Il giorno in cui imparerà ad avere rispetto per gli altri, ne potremo riparlare;

per il momento, "stai bene così".

Quanto agli anni 90, periodo di lotte solitarie, pagherei oro per fare due chiacchiere con coloro che, grazie a Dio, dopo tanti anni di sacrifici, sono riusciti a defenestrarlo.

La realtà è che proprio negli anni 90, il Cisar, dell’Imperator Ferrara I, correva da solo, non perché le altre Associazioni non ci fossero, ma a causa del suo atteggiamento pseudo saccente, dispotico, e della mania di protagonismo che l'hanno sempre posseduto;siccome il saggio dice:

“chi nasce rotondo, non muore quadrato"!

Io non mi fido.Come fidarsi di una persona che ritiene persino “inutile andare alle riunioni”, come dice lui, "in mille rappresentanti”?

Semplice:

non ci si fida e basta!

Probabilmente, non conosce ancora, il significato della parola Democrazia;

non è mai troppo tardi per impararlo! 

“chi la vuole rossa, chi la vuole grigia, chi la vuole verde. stiamo parlando delle stesse cose”, dice al termine del suo discorso.

Non credo!

Quando c'è gente che disprezza il pensiero altrui, non si può parlare mai delle stesse cose.

L’articolo continua con le esortazioni: 

“Mettetevi d'accordo, amici miei, altrimenti passeranno altri cento anni e i radioamatori italiani saranno sempre all'ultimo posto in Europa, quanto a certezza del diritto, frequenze assegnate e a tutto il resto”.

Certo che se le frequenze, continueranno ad essere in condivisione, come quelle “conquistate” dal nostro bacchettatore - consigliere - vittimista - ammonitore, staremo freschi!Ed ora, passiamo agli ammonimenti;

attenti alla scomunica!

“smettete di dubitare continuamente degli altri, smettete di diffidare, smettete di pensare di essere migliori degli altri; almeno fatelo per il bene della vostra associazione e dei vostri soci, che, quando pagano la quota sociale, vogliono tutti, indistintamente, fare il radioamatore ed essere ben rappresentati, non sposarsi un presidente o un consiglio direttivo”

A parte il fatto che predica bene e razzola male, egli è stato Presidente del Cisar per moltissimi anni, e da quanto mi risulta, non aveva alcuna intenzione di mollare la poltrona, tant'è che alla fine è stato mandato via, altrimenti quelli del Cisar, con tutto il rispetto per loro, se lo sarebbero sorbito per un'altra decina d'anni.

Certo, tutto si fa con spirito di servizio, ci mancherebbe altro!

Vero Luca?

Allora, caro signor Ferrara, mi permetto di darti del tu, utilizzando il modus operandi dei radioamatori, non per mancarti di rispetto:

facci un favore:

continua a fare il radioamatore, ma ritirati a vita privata, poiché noi non abbiamo alcun bisogno di essere rappresentati da gente come te, che vorrebbe dirci ciò che dobbiamo fare, se lo possiamo fare e quando lo possiamo fare;

quanto detto, è per il bene della collettività s'intende!

Hai un ottimo lavoro, relazioni sociali eccellenti, una stazione radio da fare invidia a molti, e allora per quale motivo devi continuare a tartassare questi poveri radioamatori?

Lasciaci in pace nella nostra mediocrità!

Cresceremo, ma abbiamo i nostri tempi, mentre tu che puoi, elevati, continua a frequentare i tuoi simili, ma dimenticati di noi, se puoi!

Probabilmente, non sapremo mai, quale sarà la risposta del nostro articolista, in ogni caso, per comprendere meglio la verità dei fatti, la dinamica ed il significato di entrambe le notizie e dei relativi commenti, debbo necessariamente ricorrere alla dietrologia, altrimenti, non ci capirai nulla o quasi. Premesso che l'ambiente dei radioamatori è, come hai potuto leggere, un pò lo specchio della nostra società, costituita da esseri pseudo zelanti, gente che si sente invulnerabile, solo perchè momentaneamente in sella ad un "cavallo" ritenuto vincente, "furbetti del quartierino", che, prima firmano una cosa, poi ne fanno un altra,

"pennivendoli" da quattro baiocchi, sempre pronti a salire sulle ginocchia di colui che sembra essere il vincitore della partita.

Ognuno di loro, cerca di guadagnarsi lo “share” della serata, mostrandosi “risoluto e vincente" dinanzi agli occhi del popolino ignaro, cercando di legittimare  il proprio operato, spacciando per successi, una visione miope, inconcludente e provinciale delle cose.

Coloro che hanno richiesto a titolo personale i 70 MHz, sapevano in anticipo che, in Italia, solo una trentina  di radioamatori sarebbero stati capaci di costruire un apparato, e che il mercato non avrebbe potuto disporre che di alcuni modelli di apparato con quella frequenza;

perchè richiederli?

Ho il sospetto che qualcuno aveva in garage una partita di apparati dismessi dai "vigili del fuoco”, da riciclare per la "protezione civile" su banda amatoriale.

Chi ha contrabbandato, come successo personale, la concessione della parte alta dei 7 MHz (40 metri), sapeva in anticipo che nessun governo nazionale avrebbe d'autorità spento le broadcasting;

non ha certo reso un buon servigio ai radioamatori;

perchè l'ha fatto?

Chi ha consentito l'ingresso degli L.P.D. sulle frequenze dei radioamatori, salvo poi lamentarsi dei disturbi in tutta Italia provocati da questi sistemi;

perchè l'ha fatto?

Per quale motivo, personaggi, del calibro di Alessio Ortona e compagni dell'epoca, si sono scomodati per ottenere lo spostamento dei ripetitori, da un segmento in primaria a 435 MHz, ad uno in secondaria, l'attuale 430 MHz?

Costoro, naturalmente,  sapevano in anticipo che detta frequenza era condivisa con il Ministero della Difesa, quindi di difficile gestione;

perchè l'hanno fatto?

Lo stesso Alessio Ortona, dalle pagine del sito ARI di Reggio Emilia, ci offre la sua visione dei fatti:

 

"Riunione presso il Ministero delle Comunicazioni del 29 Marzo 2001

Gli utilizzatori dei ponti ripetitori in banda 430 Mhz lamentano da tempo che l'uso da parte di privati di apparecchiature per collegamenti a breve distanza e di telecomandi, crea notevoli interferenze e produce disfunzioni tali da ostacolare il normale traffico sui ponti stessi".

Come mai, anche l'ARI, non ha mai esercitato la sua influenza per evitare l'ingresso sui 433, MHz degli L.PD. salvo poi lamentarsene?

Il signor Ortona continua dicendo che: 

"La possibilità di risolvere tale problema si è recentemente presentata con l'allargamento della banda a noi concessa, per cui l'ulteriore assegnazione delle frequenze da 430 a 431 MHz., ci ha consentito di richiedere il trasferimento dei ponti ripetitori in questo nuovo segmento di banda".

Come puoi leggere, egli spaccia per successo un insuccesso conclamato.

Le bande di cui sopra, sono appunto a statuto secondario ed oggi, a distanza di pochi anni, il Ministero della Difesa intende utilizzare quelle frequenze; come puoi dargli torto?

Dal punto di vista giuridico, hanno ragioni da vendere;

al contrario, noi, siamo stati ,come ho già detto, miopi, inconcludenti e provinciali.

Avremmo potuto ottenere un'estensione di banda, probabilmente inferiore, ma a statuto primario e nessun altro servizio; chi si sarebbe sognato di cacciarci via. Tra l'altro, continua "l'astuto" Ortona,

 

"ottenendo l'autorizzazione a tale spostamento, riusciremmo anche ad ottenere il risultato di superare il veto da sempre posto dal Ministero, relativo al rilascio di autorizzazioni di uscita di ponti su frequenze assegnate a statuto secondario, instaurando così un criterio che ovviamente sarà valido anche per le altre bande".

 

Neanche per sogno;questo concetto di "forzare le regole" per creare il precedente, è naufragato miseramente come la credibilità dell'ARI. Le frequenze di ingresso e di uscita da noi richieste, dice Ortona nel suo articolo ripreso dal sito emiliano,

"risultano essere attualmente utilizzate da Francia, Olanda e Belgio, e sono le uniche per noi possibili, nel rispetto del bandplan subregionale della IARU, in considerazione della banda a noi assegnata in Italia dal Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze".

Sinceramente non ho ancora capito cosa sia il band plan iaru, in quanto, l'ari, in molte occasioni, lo nomina, salvo disattenderlo qualche minuto dopo.La verità, è che lo iaru non è mai stato riconosciuto dallo Stato Italiano, di conseguenza non siamo tenuti a conformarci a qualcosa che non esiste.Piuttosto gli amici dell'ARI, imparino a rispettare quello che firmano!

L'articolo continua dicendo che:

"Al fine di formalizzare e concordare con la Pubblica Amministrazione la precisa allocazione e le modalità dello spostamento dei ponti, era stato da noi richiesto al Ministero delle Comunicazioni un incontro, che il Ministero aveva fissato per il 6 novembre 2000, invitando anche rappresentanti di altre associazioni, al fine di ottenere una decisione concordata con il maggior numero di interessati.

A quella riunione aveva potuto partecipare, in rappresentanza dell'ARI, solo I0AMU, Alfonso Porretta, in quanto, l'avvenuta cancellazione di tutti i voli per Roma a causa delle avverse condizioni meteorologiche, mi aveva precluso la possibilità di partecipare.

In quella occasione, non venne comunque raggiunto alcun accordo in quanto il rappresentante del CISAR, pur richiedendo l'utilizzo delle stesse frequenze indicate nella memoria da noi presentata, aveva proposto l'impiego di uno shift rovesciato, rispetto a quello da noi richiesto.

Visto l'infelice esito della riunione, abbiamo sollecitato un ulteriore incontro che è avvenuto pochi giorni or sono, e cioè il 29 marzo, sempre con la partecipazione dei rappresentanti di quelle stesse associazioni..

Non è stato facile raggiungere un accordo, per l'ostinazione del rappresentante del Cisar, il quale, riaffermando in quella sede il proprio convincimento che per l'installazione di ponti non è necessaria alcuna autorizzazione, in ciò smentito dai funzionari, ha confermato di aver già operato da tempo lo spostamento ad inizio banda, secondo decisioni assunte in maniera autonoma allo scopo di "sperimentare", ovviamente senza alcuna preventiva autorizzazione".

 

Anche il signor Ortona conferma che il CISAR, a quei tempi, capitanato dal signor Ferrara, operava più che per cambiare le regole, al di fuori di esse.

In questa fase di "sperimentazione", continua l'articolo, come affermato IK0YYY del Cisar, si è constatato che, allocando gli ingressi dei ponti sulle frequenze indicate dall'ARI, si rilevavano interferenze ben superiori a quelle lamentate, per cui lo stesso rappresentante "era contrario" alla soluzione prospettata.

Ha anche precisato che gli risultava che di recente i ponti del sud della Francia e della Corsica avevano invertito lo shift, per cui aderendo alla sua proposta non si sarebbe potuto verificare alcun inconveniente nelle zone interessate dai ripetitori francesi e corsi, contrariamente a quanto segnalato.

L'impressione riportata da Ortona, è stata che:

 

"l'ostinazione nel sostenere le sue decisioni, fosse determinata non da fondate motivazioni, ma dalla necessità di difendere quanto già realizzato".

 

Non è la prima volta nella storia del CISAR, che prima si opera, poi si sana l'abuso;

un po' come succede con le case abusive;

prima si costruiscono, poi si condonano;

poi Luca Ferrara ci fa pure la morale sulla "certezza del Diritto", ma mi faccia il piacere!

 

Alla fine, conclude l'articolista,

"dopo un lungo dibattito, la nostra richiesta è stata accolta ed ora il Ministero dovrà formalizzare attraverso una circolare quanto concordato, ossia la nuova allocazione dei ponti che sarà: Ingresso ripetitori da 431.625 MHz a 431.975 MHz, Uscita da 430.025 MHz a 430.375 MHz . In tal modo saranno disponibili 15 canali, in nove dei quali saranno trasferiti nello stesso ordine i ponti attualmente esistenti, almeno per quanto si riferisce a quelli ARI, mentre i rimanenti 6 saranno disponibili per ulteriori autorizzazioni, anche con shift diverso da 1,6 MHz. Nella medesima circolare verrà indicato che, anche nella banda 1200 MHz, sarà consentita l'installazione di ponti ripetitori, sempre nel rispetto del band plan IARU Regione 1, ribadendo così il concetto della possibilità di installazione di stazioni automatiche anche in bande a statuto secondario. Per quanto riguarda le frequenze superiori, ogni decisione è stata differita, non avendo, il rappresentante del Ministero presente, ricevuto disposizioni in materia dalla propria Direzione Generale. Lo spostamento dei ponti potrà avvenire, come da nostra richiesta, nell'arco di tempo di 180 giorni, a partire dalla data e con le modalità che saranno comunicate non appena il Ministero avrà formalizzato le decisioni sopra indicate".

Alessio Ortona, I1BYH

 

Ed ora, ecco la famosa Determina di cui hai tanto sentito parlare:

Variazione delle bande UHF dei ponti ripetitori radioamatoriali

IL DIRETTORE GENERALE Visto il Decreto del Presidente della repubblica 29 marzo 1973, n. 156.

Allo scopo di corrispondere alle esigenze dei radioamatori e nell'interesse dello sviluppo del radiantismo;

Tenuto conto delle risultanze emerse nel corso dei vari incontri avuti con le associazioni radioamatoriali più rappresentative nonché delle indicazioni fornite dalle stesse nella riunione del 29.03.2001 in merito all'utilizzo delle frequenze dei ponti ripetitori;

Preso atto dell'avviso della Direzione generale per la Pianificazione e la Gestione delle Frequenze;

Determina

I ponti ripetitori, che in atto operano nei nove canali contenuti nella banda di frequenza 433,6 - 433,8 / 435,2 - 435,4 Mhz devono impiegare i corrispondenti 9 canali contenuti nella banda di frequenze 430-432 MHz, nello stesso ordine e secondo lo schema indicato nella tabella 1 dell'allegato A.

Fermo restando la larghezza di banda dei canali radio di 25 kHz, con distanza di duplice (shift) di 1600 kHz, è ammessa la canalizzazione a 12,5 kHz le cui portanti cadono nel mezzo dei suddetti canali.

Analogamente ha quanto indicato nella linea precedente lo spostamento, avverrà nello stesso ordine di canale.

Il trasferimento della vecchia alla nuova canalizzazione dovrà avvenire lasciando inalterate le altre caratteristiche tecniche e deve essere concluso entro il 31.03.2002; del trasferimento effettuato dovrà essere data comunicazione, da parte dei soggetto interessati, ai coesistenti Ispettorati Territoriali di questo Ministero, nonché alla Direzione Generale concessioni e Autorizzazioni ed alla Direzione Generale Pianificazione e Gestione delle Frequenze.

Nei canali da 10 a 15 indicati nella Tabella 2, dell'Allegato A, è ammessa la sperimentazione di altre tecniche di trasmissione eventualmente anche con shift diverso da 1600 kHz, accoppiando ad esempio l'entrata del canale m con l'uscita del canale n, o in modo diverso.

Le relative domande, in regola con l'imposta di bollo, contenenti l'oggetto della sperimentazione tecnica che si intende effettuare, devono essere prodotte alla Direzione Generale Concessioni ed Autorizzazioni.

L'Autorizzazione ha una validità semestrale eventualmente rinnovabile.

Il Direttore Generale

(D.ssa Laura Aria)

 

Come hai letto quindi, le Associazioni hanno richiesto ed ottenuto lo spostamento da una frequenza primaria ad una secondaria, per "forzare" la mano ed ottenere furbescamente l'uso delle frequenze in secondaria, cosa che non è avvenuta, visto che ora il Ministero della Difesa rivendica l'uso delle sue frequenze.

Allora, faccio un passo indietro e ti riporto alla domanda iniziale:

perché hanno fatto tutto sto casino?

Risposta:

Per farsi belli!

Nient'altro che questo.

Nel mare magno delle stupidaggini, c’è pure chi afferma che ciò è stato un successo!

Beato lui!

Per me non lo è, ed i fatti di questi giorni stanno li a dimostrarlo.

La risposta a queste domande la puoi trovare nelle parole  del signor Ferrara, da me commentate e sopra riportate, da quelle del signor Ortona che si accorge persino del disturbo provocato dagli L.P.D. e dalla continua ricerca del successo personale dei “leaders”, e nella voglia di protagonismo di costoro.

In molte occasioni, anche in questo sito, mi sono lamentato che le Associazioni hanno sempre corso da sole, salvo rare eccezioni, evitando di concordare le azioni da compiere congiuntamente;

ecco i risultati!

L'unica volta che esse son riuscite a mettersi d'accordo, hanno prodotto un documento per “tappare” le falle prodotte dal vecchio Regolamento, anche se c'è stata gente che ha firmato una cosa e ne ha fatta un altra;

mi riferisco all'allocazione dei D-Star;

e allora perchè sedersi ancora una volta con chi bara?

Le Associazioni in questi anni, avrebbero dovuto e potuto far tesoro degli errori prodotti dal loro “protagonismo”, invece, niente da fare!

L’ ARI continua imperterrita a piazzare i suoi apparati D-Star e se ne frega di tutto e di tutti;

il Cisar, attraverso il suo Presidente Giuseppe Misuri, chiede da solo l’incontro con l’Ing. Troisi, per parlare di che?

booh!

Il signor Ferrara, dalle pagine del suo sito, accusa, pontifica, scomunica, ma infondo non vorrebbe altro che rientrare in pista da vincitore.

E i radioamatori per bene, cosa vorrebbero?

Un radiantismo onesto, dove si possa veramente "giocare" alla pari, senza finanziamenti pubblici, o in apparati;

dove viga per tutti, il rispetto per le regole!

Questo, vogliono i radioamatori per bene;

questo voglio io!

Chi ha buon orecchio intenda!

 

 

 

 

 

 


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