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Incontro Fiorella per la prima volta, nel periodo in
cui partecipo al Corso per centralinisti telefonici, al Sant'Alessio di Roma. Ad esser sincero, non mi ricordo chi me la presenta; so solo che ciò
avviene una domenica pomeriggio, nei pressi della stazione termini.. Fiorella, è una ragazza splendida che, un giorno, non
so per quale motivo, perde improvvisamente la vista. Brillante, sempre allegra e disponibile, parla e scherza
con tutti, come se nulla di particolare le fosse capitato, invece, da un
momento all'altro, è obbligata a cambiare la sua vita e le sue abitudini,
passando dal piacere della vista, alle difficoltà dell'orientamento, dai
colori al tatto e l'olfatto; non è affatto facile! Fiore, è senz'altro, la ragazza leader del gruppo e
sicuramente, colei a cui vogliamo più bene. Spesso, Silvana, Nazzarena, Concetta ed io, andiamo a
prenderla ad Ostia e poi, giriamo da quelle parti. È bello tenerla sotto braccio e chiacchierare delle cose
di tutti i giorni, senza temere di essere frainteso. Spesso ai nostri incontri, partecipa anche sua sorella
con la quale, organizziamo le classiche festicciole, con musica, pasticcini e
tanto, tanto divertimento. Ad una di queste, però, silvana, si butta dalla
finestra. Per fortuna, il salto è brevissimo, grazie a Dio, non
si fa nemmeno troppo male. Alcune volte ci incontriamo nei pressi della Stazione
Termini, perchè facilmente raggiungibile da tutti e prendiamo la metro per
andare al laghetto dell'Eur. Fiorella, è una ragazza talmente esuberante che in
certi momenti sembra persino superficiale; ma non lo è, dammi retta! In realtà, secondo me, si porta dietro, una bella
"maschera" che la protegge dalla solitudine, dalla tristezza e dagli "attacchi indesiderati". C'è un periodo in cui lei, non è affatto contenta di
se, della sua vita, di come le vanno
le cose, al dilà, di quello che gli altri vedono, soffre profondamente
dentro, perchè in fondo al suo cuore, non riesce ad accettare totalmente la
sua nuova condizione di non vedente.
ciò che mi da più fastidio, in questa situazione, è
l'impossibilità di poterla aiutare. Se mi intrometto , mi infilo in una situazione più
grande di me, con tutti gli annessi e connessi, se non dico niente, sembra
che anch'io non abbia capito cosa la turba; qualsiasi cosa io faccia, è fatta male! Vivo questi momenti, attraverso interminabili
telefonate. una sera , in cui piove e tuona da far paura, Fiore che
parla con me al telefono, si sente particolarmente giù di morale. Improvvisamente ho
un brivido e la sensazione che voglia farsi del male. Fra me e me dico: "Io non te lo permetterò!" Resto a parlare con lei al telefono, ininterrottamente,
fino al mattino, quando suo padre, che si accorge della lunga telefonata, da
quel momento in poi, mi chiama : "er sor cinq'ore."," il signor cinque
ore", perchè tanto dura la telefonata.
Termino qui il mio pensiero dedicato a Fiorella, non
per mancanza di cose da dire, ma perchè di argomenti di cui parlare, ne avrei
troppi, e non è il caso di affrontarli in questa sede. |
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