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Il 6 gennaio 2009, la befana, porta ai francesi, un dono che da noi, nessuno si sognerebbe di chiedere:

l’abolizione della pubblicità sulle reti pubbliche.

entra in vigore la contestata riforma che, lanciata lo scorso anno dal presidente Nicolas Sarkozy,  nell’incredulità  generale, sancisce la fine degli spots, sui canali della televisione pubblica.   

Il provvedimento che entra a pieno regime nel 2011, per ora, è attivo tra le 20 e le 6 del mattino, e fa già discutere. 

per alcuni il presidente, più che puntare ad una "televisione di qualità", avrebbe “fatto un favore” alle tv commerciali, regalando loro,  gli spazi cancellati dalla televisione pubblica, per altri le cose, invece,  vanno bene così poichè trovano più interessanti e gradevoli, i programmi senza interruzioni.

i critici sottolineano che attraverso questo provvedimento,  egli, vedrebbe aumentato il suo potere di nomina e revoca del presidente della televisione pubblica, la quale verrebbe "sottratta" all'auditel, ma "consegnata " ai politici;

"dalla padella alla brace". 

I francesi, in linea di massima, vedono di buon occhio, quanto deciso dal loro Presidente, indipendentemente dalla ragione, politica od economica,  che lo abbia spinto a tanto,  perchè stufi della pubblicità.  

L'esordio senza spot è come prevedibile boicottato dai giornalisti in rivolta: 

niente edizioni locali o tg della notte alle 22.30,

poichè temono che la "riduzione" delle risorse, possa ripercuotersi negativamente, anche sul loro lavoro. 

Mentre la tv pubblica in Francia, conosce la sua prima rivoluzione, nelle tv commerciali, cambia poco e niente: 

gli orari di Tf1, principale rete privata, sono identici;   

quelli di m6, seconda tv per importanza, anticipano la prima serata di dieci minuti.

Palinsesti e tecnicismi a parte, la decisione presa in Francia, deve far riflettere sulla possibilità che, anche da noi, si giunga finalmente, almeno  ad una rete senza pubblicità, visto che qui, tutto deve andare lento.  

C'è gente che da anni,  diserta il piccolo schermo e che sarebbe entusiasta di poter ritornare a vedere programmi di qualità. 

Una decisione del genere, favorirebbe inevitabilmente il  nostro amatissimo "cavaliere", da tempo monopolista del mercato pubblicitario e della tv, gli regalerebbe anche gli ultimi spiccioli  dei contratti  sottratti alla RAI; 

 d'altra parte, ogni popolo, ha i leaders che si merita! 

la nostra Nazione, come noto, somiglia ormai per tanti versi,  più che alla Francia, di Sarkozy, alla Russia di Putin.  

 Anche qui, qualcuno ha un conflitto di interessi da risolvere, per non parlare della    mancanza di una vera politica di sviluppo tecnologico come invece avviene nel resto d'Europa.

E' inutile che ci arrovelliamo e ci indigniamo:

che ci piaccia o no, i nostri cugini, vengono da noi coi soldi in bocca e si comperano le nostre Aziende, poi, siccome sono più avanti di noi,  ci insegneranno anche a disegnare una tv senza pubblicità.

 

 

 

 

 

 


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