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Per spiegare in modo sintetico il funzionamento di un trasmettitore a valvole in onda media, ho deciso di non avvalermi di foto,  ma solo delle parole, sperando che gli esperti del settore, non siano troppo severi con me.

Mi rivolgo ad un pubblico composto prevalentemente da persone che sanno poco o nulla di radio e di valvole, le quali vorrebbero iniziare a capirci qualcosa in più di una materia tanto affascinante.

Il trasmettitore, lo ricordo, è il mezzo, o lo strumento,  attraverso il quale, accendendo la radio, puoi ascoltare le voci, la musica e tutto ciò che ti interessa.

La bassa frequenza, non è altro che la voce, o la musica che ascolti, mentre l'alta frequenza, è un onda radio silenziosa , denominata portante, che trasporta questi suoni fino a te.

Immagina che in assenza di bassa frequenza, ossia dei suoni o delle voci, le onde radio, si propaghino nello spazio, generando un silenzio nella tua radio, proprio come quando c'è un vuoto fra una canzone e l'altra.

Una trasmissione completa, è in pratica costituita da un'onda continua, la portante, e da una modulata, che invece varia a seconda della sua intensità, più o meno grande, come più o meno forte, è la musica che stai ascoltando.

Ciò premesso, inizio col dirti che un segnale di bassa frequenza, entra nel trasmettitore, attraverso una valvola di tipo  doppio triodo, per essere preamplificato.

La prima sezione della valvola, effettua un primo livello di  amplificazione del segnale ricevuto , che viene poi prelevato dall'anodo tramite un condensatore ed inviato sulla griglia del secondo triodo.

L'anodo di questo triodo, è direttamente collegato alla griglia schermo di un pentodo, il cui compito è quello di generare la potenza necessaria al trasmettitore per farsi sentire.

Le variazioni di tensione sull'anodo del triodo, causate dalla variazione  del segnale di bassa frequenza, fanno variare anche la tensione sulla griglia schermo del pentodo ottenendo così, la modulazione di Bassa Frequenza  più il segnale di Alta Frequenza, cioè, una trasmissione completa.

Essa è costituita come dicevo in precedenza, da una portante ed una modulazione.

La frequenza generata dal trasmettitore, varia da 750 a 850 khz, essa viene prelevata dall'anodo, tramite il condensatore, ed infine, inviata in antenna tramite un connettore collegato al cavo coassiale.

L'alimentazione anodica varia normalmente da 150 a 250 V.

Per individuare quale sia il valore più corretto e per ottenere una buona potenza d'uscita in antenna, è necessario procedere sperimentalmente.

In ottemperanza alle Norme vigenti che prevedono l'uso strettamente personale ed all'interno delle pareti domestiche di un trasmettitore con le caratteristiche sopra indicate, ti consiglio di utilizzare un'antenna corta come ad esempio, uno stiletto per  radiolina a transistor e.

Infine, la quantità di modulazione, può essere modificata,, cambiando il valore del resistore di carico anodico sul secondo triodo,  oppure, regolando  più semplicemente, il segnale in ingresso; mentre, per evitare di disturbare le radio "ufficiali", occorre cercare una frequenza di trasmissione, più silenziosa, variando l'induttanza della bobina o la capacità del condensatore in parallelo ad essa.

 

 


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